martedì 31 marzo 2026

"Alla Casa degli artisti" dialogano le creazioni di artisti nazionali ed internazionali in Omnirica

Si è aperta alla Casa degli artisti di Milano (Corso Garibaldi 89) la prima Open House di Omnirica, il nuovo programma di residenza per artisti 2026, attraverso il quale è possibile entrare in relazione con opere che offrono un ampio panorama estetico: dalle arti visive a quelle acustiche e performative, dalla pittura alla fotografia, dai video agli allestimenti. Il programma di Omnirica proseguirà per tutto il 2026, alternando momenti di produzione e momenti di esposizione. La risposta all’open call che vede la partecipazione di artisti provenienti dal territorio nazionale e internazionale prevede il compimento del primo ciclo di ricerca. Infatti, fino al 2 aprile gli spazi sono sede di esposizione, luoghi di allestimento in cui le esplorazioni e le indagini messe in atto dai protagonisti di questa esperienza si fondono con la quotidianità del territorio, sino a ripensarla, contagiando i visitatori con effetti multisensoriali in un percorso in cui incontrare anche il non-umano. In questo contesto si vive più che mai l’affermazione del significato dell’arte che le è proprio: arte come confine verso l’ignoto, porta che nel rimanere sempre aperta al divenire proietta un occhio sempre al futuro.
Entrando nella casa inizialmente si noteranno le opere di Sofia Guzzo in “Invisible Cities”, artista straniera visiva, che ha preparato immagini video sulla natura, colta in una lenta apparizione, in relazione con lavori riprodotti su materiali concreti e suggestivi, realizzati con l’aiuto della macchina fotografica. Concetti come quelli legati alla contemplazione e alla manipolazione mediatica si contrappongono ripensando alla vita contemporanea delle metropoli, in cui le immagini fanno da padrone nella quotidianità. «Mi sono trasferita dalla Russia tre anni fa, sono una specie di immigrata politica – racconta Sofia - Qui in residenza ho cercato di esplorare immagini visive legate all'idea di movimento… nel momento in cui abbiamo così tante immagini sui social media ogni giorno, è molto difficile concentrarsi. Giocando con queste immagini sfocate presentate, cerco di attirare lo spettatore». Ed inoltre afferma: «Per me è importante cercare un modo per comunicare direttamente, perché penso che oggi sia molto difficile interagire veramente con lo spettatore».
Frasi scorrono tra le immagini per rendere chi osserva partecipe anche psicologicamente ed emotivamente di ciò sta guardando: un invito a costruire qualcosa. Tra l’immagine e se stessi si instaura così un rapporto metacognitivo che rende il soggetto attivo esploratore, non ricettacolo passivo; altrimenti, la pena diviene l’inconscia sottomissione al reale. Un’eco della filosofia eraclitea in cui si legge che la maggioranza degli umani rispecchia la categoria dei “dormienti”, i quali vivono nell’illusione d’esistere, contrariamente a quella minoranza che lui chiama “gli svegli”. Proseguendo il percorso nella casa si noteranno le opere di El-Gato Chimney in “SUMI-e”: grandi pitture in bianco e nero, realizzate con l’inchiostro che s’ispirano alla tradizione giapponese degli emachimono e del sumi-e e meditano sulla Urban Art, (a cura di Christian Gangitano). Per ognuno di essi l’artista lombardo ha utilizzato sia carte che inchiostri differenti e si è servito della tecnica giapponese, che vede come mezzi di produzione grandi pennelli, i medesimi utilizzati dai monaci. Inoltre, si deve considerare che questa residenza gli ha permesso di avere uno spazio adeguato per realizzare lavori di queste dimensioni. Il visitatore s’imbatterà, quindi, in una serie di ritratti di figure animali gigantesche, che portano in sé una propria simbologia: gatti, ragni, rane, parti di essi o una rigida coltre di topi vivaci. Il trittico riprende i pannelli delle case giapponesi che chiudendosi o aprendosi, di volta in volta, danno un carattere differente all’ambiente, da atmosfere di socialità a quelle di intimità. Protagonista è un gatto che l’artista ci descrive, nel suo significato iconografico giapponese: «Secondo me nell'immaginario giapponese è uno degli animali che sicuramente ha più fattezze; è proprio il classico animale trasformista come del resto la volpe; è una figura cioè che si trasforma e assume vari aspetti, soprattutto quello umano. Quando si trasformano è difficile per l'uomo riconoscerli; l’unico modo è o tramite lo specchio e il riflesso oppure tramite l'ombra, capaci di svelarne l’essenza».
Ed ancora entrando nel dettaglio ci racconta: «Nelle varie storie loro ovviamente quando si trasformano in umani cercano di eliminare tutte le superfici riflettenti, però ovviamente di notte si ha bisogno di luce e quindi siccome nel periodo Edo in Giappone le lampade erano d'olio e l'olio era di pesce… tante volte non resistevano nell'andare dentro la lampada a leccare il liquido. Ed allora quando si vedeva l'ombra della testa dentro, si notava come essa prendesse la sua vera forma, ovvero di gatto. Poi, possono diventare anche giganti o estremamente cattivi… ma non è questo il caso… sembra, invece, che stia per partire, che stia per cacciare…». El Gato Chimney infatti ci ricorda che questo pezzo è quello che si avvicina maggiormente alla simbologia giapponese. Formati come questi venivano utilizzati come fondali scenografici nel teatro kabuki. Il gatto veniva utilizzato su di essi per creare illusoriamente l’idea che potesse irrompere all’improvviso nella casa. «Cosi, Io l’ho messo qui - racconta l’artista sorridendo - perché mi piaceva l’idea che entrasse dentro la composizione».
Posizionata nella stessa area della casa, s’incontrano le opere interattive della circense Clara Storti che con le sue performance ha reso maggiormente significative in un dialogo aperto con lo spazio pubblico circostante, uscendo di fatto dalla residenza per incuriosire i passanti.
In un’altra area della casa si possono ammirare le opere di Sara Passerini in “Unbounded”. Sara ha indagato attraverso ricerche incrociate il paesaggio antropizzato, in cui l’improvviso incontro tra animali selvatici e uomini nello spazio urbano viene descritto tramite video amatoriali: lo sguardo reciproco di sorpresa per l’avvenuto incontro, visto negli occhi degli animali rappresentati, ci riporta a dialogare con la parte selvatica della nostra natura.
Roxy Ceron in “Liminal Zone” fa calare gli ospiti in un’atmosfera contemporanea con il suo progetto audiovisivo e le sue opere digitali, materiche e luminose. La comunicazione di una materia riflettente lucentezza si fonde alla dimensione sonora, mentre immagini cinematografiche si sintonizzano su un territorio avanguardistico.
In una stanza svestita il più possibile di elementi materici si trova l’installazione sonora di Julia Castellucci in “Wall, The fabric of spacesound”. «Per quanto riguarda la sonorità di quest'opera "Singing Bicicletta", l'idea è nata in modo del tutto spontaneo mentre ero seduta nel mio studio alla Casa degli Artisti durante la mia residenza. Sulla porta d'ingresso del mio studio c'era scritto "Atelier Hidetoshi Nagasawa", e questo è stato il primo segnale che mi ha spinto ad approfondire la sua figura e la storia che si cela dietro di essa. Credo che tutto sia connesso e che ogni incontro, diretto o indiretto, porti con sé uno scopo nascosto, che possiamo riconoscere o meno… – racconta l’artista - Ho contattato suo figlio, Yoma, ponendogli alcune domande. Mi ha raccontato che suo padre aveva tenuto un diario di viaggio».
Dedicato proprio al noto artista della Manciuria, Hidetoshi Nagasawa, il lavoro di Julia si concretizza racchiudendo in un sentiero sonoro la trama della musicalità nel quotidiano che Nagasawa, nell’itinerario in bicicletta che dal Giappone lo condusse a Milano, in quella ricerca di un filo misterioso in grado di unire tutti i popoli, poteva aver ascoltato lungo la via. Ne è nato un diario sonoro che Julia ha ascoltato attraverso l’orecchio interno, da lei denominato “Terzo orecchio”. Attorno ad uno scheletro di bicicletta vibrante si snoda la composizione vocale dell’artista che, oltre a far riflettere, su una ricerca nel campo sonoro, crea un clima di meditazione e contemplazione acustica.
«Ho utilizzato un eccitatore a osso basato sulla tecnologia DML (Distributed Mode Loudspeaker) e una bicicletta senza ruote come asse di quest'opera... – descrive Julia - La trovo al contempo poetica e radicale: un pezzo di metallo a forma di bicicletta disteso sul pavimento, immobile, senza ruote, con le luci anteriori e posteriori accese... Da questo pezzo di metallo emerge un rumore, una voce umana, una canzone, come gesto di tracce di un'immaginaria traiettoria sonora...La bicicletta, per me, è un'allegoria della vita: in costante movimento e migrazione, come tutti noi, come le canzoni, come il vento, come la vita stessa, sempre in viaggio verso una destinazione sconosciuta». La sua esplorazione in questo settore nasce dall’infanzia: «Inizialmente, rimasi affascinata dalla sonorità e dal colore della voce di mia madre… – racconta l’artista - In seguito, rimasi affascinata dalla sonorità del canto polifonico delle canzoni tradizionali macedoni, che le mie nonne, zie e altri parenti cantavano con tanta naturalezza e armonia mentre preparavano i pasti, soprattutto quando cucinavano la specialità macedone chiamata ajvar. Quei suoni e quei profumi non mi abbandoneranno mai! Dopodiché, mi ritrovai rapita dalla sonorità del vento, dalla sonorità degli oggetti – semplicemente, rimasi incantata dalla sonorità della vita». La sua indagine non si è mai interrotta ed ora i visitatori della Casa degli artisti hanno la possibilità di viverne l’evoluzione. Ed ancora molto altro...

martedì 20 gennaio 2026

Femia non si ferma. Da Milano a Londra e da Londra a Vienna! Giovanni Femia ospitato dalla Paks Gallery di Vienna, in “Art of the now”.

La Paks Gallery di Vienna, in “Art of the now”, ospita Giovanni Femia Il viaggio di Giovanni Femia, artista lombardo, prosegue il suo corso nell’intento di condurre la sua arte oltre i confini nazionali e per lasciarla aperta ad un confronto con altri artisti internazionali oltre che per essere resa fruibile da sempre nuovi visitatori. Da Milano a Londra, da Londra alla Paks Gallery di Vienna, in Austria, che nel prossimo futuro lo farà esporre anche in altre sue sedi, a Monaco e nella galleria presso il Castello di Heidenreichstein.
La collettiva, già in allestimento, s’intitola “Art of the NOW” (Dal 28 gennaio al 18 di marzo 2026) e Femia, essendo l’unico italiano selezionato, ne rappresenta l’unicità. Con la sua tecnica del pastello a cera su carta, Femia, artista del Varesotto, espone immagini di vita colti nella loro essenzialità come in quell’opera dove si legge la scritta “Bar”, in cui un barman, rapito dai suoi pensieri asciuga i bicchieri osservando quelle bottiglie che un giorno li riempiranno nuovamente, come a sottolineare la quotidiana routine di una vita che scorre.
«A Vienna ero già stato e avevo studiato con Jackie Mausembergher arte e disegno; poi ho fatto una mostra e quest'anno mi hanno contattato. – svela Femia - Mi son chiesto se valesse la pena intraprendere una collaborazione in più mostre e una fiera in quel di Basilea, per Art Basel e la risposta è stata sì! Milano… il naviglio… lo studio Mitti sono la base, ma la mira è alta, come sempre. Indi per cui ho deciso di collaborare con la Paks Gallery, nella persona di Heinz Playner, grande curatore e persona di cultura, per un futuro artistico all’avanguardia». Coloro che seguiranno Femia in questo ulteriore itinerario, avranno la possibilità di conoscere il quartiere Penzing, in cui risiede la galleria. Penzing è il quattordicesimo distretto di Vienna ed è situato nella zona Ovest della città, un quartiere rinomato in cui si trova il Museo della tecnica e chiese in stile art nouveau; resteranno, altresì, incuriositi dinanzi alla cupola dorata che primeggia nell’orizzonte, quella di un edificio storico disegnato dal noto architetto Otto Wagner. È interessante seguire un artista come Femia, perché è un tramite per conoscere il panorama artistico contemporaneo. Femia ha collaborato con critici importanti e ha già partecipato a diverse mostre internazionali: Pechino, New York, Miami e Parigi. Sono attivi inoltre i contatti sia con un giornalista di New York (USA), per la redazione della pagina di Wikipedia, sia con altri per la futura ri-quotazione in asta delle opere. ******************************************************************************************************************************+****************** *** "Art of the NOW" - Vienna*** 28 January - 18 March 2026 PAKS Gallery Vienna Linzer Strasse 342 1140 Vienna / Austria Heinz Playner Curator, Art Critic, Director of PAKS Gallery www.paks-gallery.com

martedì 18 novembre 2025

MILANO MUSIC WEEK si veste di contemporaneità con Tananai

La manifestazione MILANO MUSIC WEEK, promossa dal Comune di Milano, ha inaugurato il 17 novembre 2025 all’interno del Teatro Triennale, nel quale il curatore dell’evento, il noto cantante del palcoscenico contemporaneo, Tananai, ha esordito con due incontri dal sapore futurista. Il primo che ha visto la partecipazione di Vittorio Maria Dal Maso, direttore artistico, si intitolava: “E se l’A.I. fosse stonata? Dialogo sull’intelligenza artificiale e la musica”.
Questo è l’argomento che tratteremo. Un argomento molto dibattuto nel mondo d’oggi. Anche il settore musicale, quello della produzione, è coinvolto nel dare una sua opinione a questa realtà. Osservando il presente, infatti, si evince che l’essere umano è nel turbine di una rivoluzione tecnologica ancora in corso, in cui l’A.I., una creazione dell’uomo, sembra voler dominare il creatore stesso. La paura di essere sostituiti da una macchina può essere cancellata dal giusto utilizzo di questa nuova forma di tecnologia? Come non accorgersi di questa situazione? I quesiti, i dubbi e i timori di questa società divergono verso due direzioni: da una parte il popolo dei robot sembra affacciarsi all’orizzonte, forse già pronto a prendere il posto dell’uomo ormai considerato inutile al progresso; dall’altra si apre l’opportunità a chiunque di svolgere mansioni creative abbandonando i lavori più umili e faticosi.
Il titolo dell’evento: “e se l’A.I. fosse stonata?”, ci fa riflettere sulla reale perfezione dell’intelligenza artificiale; ovvero senza il supporto, il controllo dell’uomo in quanto supervisore, l’A.I. avrebbe il medesimo successo? Sarebbe in grado di sostituire la professionalità di un artista, di un produttore? Potrebbe effettivamente imitarlo, eguagliarlo? “Il fatto di potersi ritrovare con una macchina che fa meglio quello che usualmente fai tu, non deve essere depotenziante”, - racconta Tananai; infatti, forse può essere un modo per migliorare se stessi, come quando ci ritroviamo dinanzi a qualcuno che sta lavorando bene e che ammiriamo. Secondo Tananai la cosa più punk dell’oggi è trovare il proprio posto nel mondo. Vittorio accosta l’intelligenza artificiale alla magia, nel modo in cui si cercano risposte ed esiti a ciò che si fa; accosta il codice binario dell’IChing a quello dell’informatica. Il dialogo tra Tananai e Vittorio si spinge fino al come possono essere letti dall’AI i prompts, ovvero le indicazioni di ciò che si vuole produrre; è molto complesso! Non è come chiedere di rifare un do sul pianoforte. Non si possono avere delle risposte certe su questo mezzo tecnologico, perché è tutto ancora in evoluzione. La velocità di procedere negli output potrebbe aumentare… e tutti noi forse non siamo che gli antenati dell’A.I., come sostengono Tananai e Vittorio.

venerdì 19 settembre 2025

L'artista Femia sulle orme di Banksy

Le sue opere esposte in “Portraits & Art in mind”, alla “Brick Lane Gallery”.
All’interno della “Brick Lane Gallery”, di Londra, il 24 settembre (fino al 5 ottobre 2025) si aprirà la collettiva multi-sfaccettata “Portraits & Art in mind”, che vedrà la partecipazione di fotografi, scultori e pittori, tra i quali Giovanni Femia. I visitatori che approderanno all’evento avranno la possibilità da una parte di arricchirsi culturalmente nutrendosi di più visioni estetiche e dall’altra di godersi la variegatezza di una zona vivace e popolare, a East London, nel cuore del quartiere di Spitalfields, a pochi passi nel medesimo tempo anche dalla City, la famosa area dei palazzi della finanza. Altresì, essendo la “Brick Lane Gallery”, una galleria dove hanno esposto artisti stimati come Wolfgang Tillmans, Banksy, Faile, Bortusk Leer è un’ottima occasione per conoscere un palcoscenico britannico importante dell’arte avanguardistica. Giovanni Femia metterà in mostra cinque opere realizzate con pastello a cera su carta, come “Matches”, perché come afferma l’artista “C'è libertà espressiva e tonalità nel pastello a cera”. Così, cercando di dare un senso di continuità con i suoi lavori esposti a Milano e puntando all’innovazione si è aperto questo confronto estero, accendendo una piccola miccia nel cuore di Londra, forse grazie a uno dei suoi fiammiferi di quella scatola disegnata con tanta passione.
Questo artista lombardo si è sempre inoltrato in una ricerca in divenire che, oltre a concretizzarsi in opere che traggono ispirazione dai suoi vissuti, si è materializzata altresì nelle sue esposizioni internazionali. Giovanni non vive solo nei suoi disegni ma è un protagonista attivo delle scene artistiche contemporanee. Il mondo dell’arte è fatto anche di contatti, di amicizie da cui nascono collaborazioni, contaminazioni, elementi oggi più che mai essenziali per riuscire a lasciare un segno e permettere il fluire di una comunicazione attiva. Giovanni ha infatti collaborato con critici stimati; ha aperto il contatto con un giornalista di New York (USA), per la redazione della pagina di wikipedia. Le sue opere sono in quotazione dal 2012 ed ha esposto a Pechino, New York, Miami e Parigi.
Portraits & Art in mind Brick Lane Gallery 216 Brick Lane, Londra, E1 6SA Info@thebricklanegallery.com +44 (o) 2077299721 Dal 24 settembre al 5 ottobre 2025 Anteprima 24 settembre 18.00-20.30

domenica 11 maggio 2025

“Los colores del océano”, Exposición de Viviana Selvaggio

Perderse en el canto de una sirena (Di Valentina Cavera)
El 16 de mayo de 2025 (hasta el 6 de junio) se inaugura en el Teatro Víctor Jara de Santa Lucía de Tirajana, Gran Canaria, la exposición artística de Viviana Selavaggio (Milán, 1977).
Dieciocho obras que retratan la inmensidad del mar y sus profundidades como: I colori del mare(122x122cm), Blu (122x64cm), Turquesa mon amour (100x80cm), Profundamente (122x60cm), Un bonito paseo por la playa (60x40cm). Con técnica mixta sobre madera, son procesos refinados que van más allá de la artesanía de un producto, para dejarnos escuchar la respiración del mar.
Pintado con colores acrílicos, preparado con materiales de construcción y cubierto con una capa de mosaico de piedra o trocitos de vidrio de colores. La mirada del visitante llegará debajo del nivel del agua salada, hasta llegar a sus tesoros, el brillo de sus corales, dejándose bañar por los rayos del sol que se filtran a través del azul celestial mezclado con el Turquesa de la superficie del océano.
«Cuando pinto el fondo marino —dice el artista—, mi ruido mental se silencia y, como durante el buceo, alcanzo un estado de calma que aumenta mi capacidad de concentrarme en el presente y en mi mundo interior, para luego transformarlo en colores». ¿Realidad o sueño? No es posible dar una respuesta, porque es cierto que la belleza del universo a veces parece un sueño. Así… la luz a la que nos transporta este artista italiana parece convertirse en música, el canto de alguna sirena que es difícil no seguir.
I Colori dell’oceano Sala de Exposiciones A. Janina (Teatro Victor Jara). Inauguración: viernes 16 de mavo, a las 19.30 h Del 16 de mayo al 6 de junio de 2025 (De martes a sábado, de 18.00 a 21.00 h).
"I Colori dell’oceano", Esposizione di Viviana Selvaggio.
Perdersi nel canto di una sirena
(Di Valentina Cavera)// Il 16 maggio 2025 (fino al 6 giugno) si aprirà l’esibizione artistica di Viviana Selavaggio (Milano, 1977) all’interno del Teatro Victor Jara a Santa Lucía de Tirajana, a Gran Canaria. Diciotto opere che ritraggono l’immensità marina, i suoi fondali come: I colori del mare (122x122cm), Blu (122x64cm), Turquesa mon amour (100x80cm), Profundamente (122x60cm), Un bonito paseo en la playa (60x40cm). A tecnica mista su legno, sono lavorazioni ricercate, che si spingono oltre l’artigianalità di un prodotto, per farci ascoltare il respiro del mare. Dipinti con colori acrilici, preparati utilizzando materiali propri dell’edilizia e ricoperti di uno strato mosaicato di pietre o pezzetti di vetro variopinto. Lo sguardo del visitatore si spingerà sotto il livello dell’acqua salina fino a raggiungerne i suoi tesori, la lucentezza dei suoi coralli, lasciandosi bagnare dai raggi del sole che filtrano attraverso l’azzurro celeste mescolato al blu della superfice oceanica. «Quando dipingo il fondale marino – racconta l’artista - il mio rumore mentale si silenzia e, come durante le immersioni subacquee, raggiungo uno stato di calma che aumenta la mia capacità di concentrarmi sul presente e sul mio mondo interiore, per poi trasformarlo in colori». . Realtà o sogno? Non è possibile dare una risposta, perché è pur vero che la bellezza dell’universo a volte sembra un sogno. Così… la luce in cui ci trasporta questa artista lombarda sembra diventare musica, il canto di una qualche sirena che si fa fatica a non seguire.

martedì 18 febbraio 2025

Memoria di un vissuto milanese, di Giovanni Femia

In “Rilievi di Milano”, l’esposizione di Giovanni Femia che inaugurerà il 21 Febbraio 2025, fino al 23, all’interno dello Studio Mitti (Alzaia Naviglio Grande n.4), bastano pochi tratti per disegnare un luogo. Una città in questo caso che si fonde con l’emozione di un ricordo. Uno scorcio nella memoria di attimi mai cancellati. Seppur il presente muti quotidianamente il paesaggio urbano a causa dalle trasformazioni architettoniche, storiche e sociali lungo il corso del tempo; nonostante esso sia una continua peregrinazione di senso in quell’andirivieni di gente che lo abita, di persone sempre diverse che lo attraversano e lo vivono, per mezzo di una fotografia o di un dipinto è possibile renderlo proprio nell’eternità di un sogno concretamente vissuto. ‭ «Un breve periodo a Milano, come fossi novizio, girovagando per vedere le bellezze che offre la città e carpirne le qualità. - racconta l’artista - Sospiri di Milano, mentre si soffia per scaldarsi le mani. “Rilievi”, geometrie rigide quasi gelide, il grigio matita della nebbia… e la tela il più bianca possibile come le mani che si gelano al freddo, in contrasto con un forte rosso che fa da catalizzatore per descrivere la città-motore».
Con Femia, in quella sintesi grafica, in quell’allungarsi di linee nell’incrocio con altre, la figura umana e la rappresentazione scenica si stilizzano a tal punto da far rivivere in estetica ciò che Guglielmo di Ockham, filosofo inglese medievale, ha reso possibile concettualmente mediante il suo noto e per questo omonimo “rasoio di Ockham” : la verità traspare nella semplicità ed è quindi inutile postulare entità inutili, evitando perciò le ipotesi complesse per arrivare alla risoluzione di un problema. Oltre a rendere l’idea in quell’essenziale gioco di segni, non serve che un tocco di rosso, a questo artista lombardo per rendere percettibile l’emozione, che si carica ulteriormente di energia, colta nel vivo di quei siti storici milanesi come il Caffe Magenta, l’arco della Pace, l’area di City Life. Rosso, colore che evidenzia ciò che più ha colpito lo sguardo di questo pittore; il rosso che rappresenta il taglio di un qualcosa che è stato sacrificato nella forma al fine del concentrarsi su un focus determinato da parte della reminiscenza, la rievocazione Un bacio all’hotel Ville, rende autobiografica e maggiormente intima l’immagine in primo piano, quasi scolpita nello spazio affinchè pur nella leggerezza stilistica non venisse spazzata via dal divenire, mentre un vociferare sbiadito reso in quello sfondo di corpi presenti ma assenti, passa e va.

domenica 20 ottobre 2024

“Creatività Artigiana” a Legnano

“Creatività Artigiana” è un evento creato per valorizzare e promuovere l’Artigianato Artistico Italiano. Quest’anno la manifestazione sarà presentata a Legnano alla Contrada Sant'Erasmo e in via Canazza. Il visitatore avrà la possibilità di conoscere le creazioni di interessanti artigiani artisti italiani, provenienti da numerose regioni.
Gli antichi saperi legati alla tecnica di manipolazione e di lavorazione dei materiali si tramandano di padre in figlio, di maestro e allievo e pur nella difficoltà della sopravvivenza in una società legata al consumismo del prodotto e dell’immagine, ricordano agli occhi curiosi di chi ama ricercare particolarità per maglio auto-definirsi in una massa indistinta e informe, che è meglio possedere meno oggetti ma che siano di qualità e che conservino l’unicità della lavorazione manuale e non di quella in serie.
È prevista anche un’area di ristoro, quella del “gusto artigianale”, la cucina sarà tipica lombarda, a cura della Contrada con un banco tutto dedicato alle torte. Divertente l’incontro con gli alpini con cui si potranno mangiare caldarroste e sorseggiare vin brulè. Il torneo di calcio balilla e i laboratori per bambini coloreranno di fantasia e allegria l’atmosfera di una rassegna che anno per anno non smette mai di stupire. L’evento è organizzato dalla Contrada di Sant’Erasmo in collaborazione con Eventi Doc di Myriam Vallegra. Domenica 27 Ottobre 2024 Contrada Sant'Erasmo e via Canazza Legnano - MI dalle ore 9.00 alle ore 19.30